sabato 30 gennaio 2010

iPad e Coltan: il sangue dietro al progresso? Facciamo charezza.

Ho notato che nel web e sui principali social network si sta diffondendo un articolo dal titolo: “Apple, iPad e Coltan: il sangue dietro il progresso“. Incuriosito ho aperto il link e ho letto.

La prima reazione? Verificare. Si, perchè  chi va a caccia di informazioni lo deve fare con un po’ di senso critico. Questa notizia fa scalpore, anzi: farebbe scalpore se fosse vera.

Iniziamo ad analizzare l’articolo con obiettività. Così cita il primo paragrafo:

In questi giorni Apple, nota azienda informatica statunitense, ha annunciato la commercializzazione di una nuova tecnologia: l’iPad. E’ un tablet, ovvero una via di mezzo tra gli smartphone e i normali Pc. L’iPad è un dispositivo in grado di riprodurre contenuti multimediali (mp3, ebook…ehm ops, mi correggo subito, si dice ibook nel mondo Mac, placo subito il fanatismo kitsch dei cultori della mela morsicata) e di navigare in internet. I prezzi sono esorbitanti, vanno dai 500 agli oltre 800 dollari! (Cit.)

Da questo incipit si capisce subito che questo è un articolo tendenzioso: troppe opinioni personali, una persona che vuole fare informazione dovrebbe almeno avere la discrezione di sembrare il più possibile obiettivo. Ma continuando si legge:

[...]Si, perchè le costosissime scatole bianche di Steve Jobs (proprietario e fondatore di Apple Inc.), come molti altri apparecchi super tecnologici, contengono al loro interno un materiale unico nel suo genere, il Coltan. (Cit.)

Questo è vero. Il coltan contiene tantalio (qui è spiegato cos’è), elemento chimico utilizzato nella produzione di strumenti chirurgici, forni e lenti, ma anche in telefoni, notebook e in molti altri apparecchi elettronici. Quindi è possibile che anche Apple ne faccia uso.

[...]Migliaia di lavoratori vengono strappati dai loro campi e sfruttati e spesso uccisi durante l’estrazione del minerale, migliaia di ettari di foresta fluviale sono stati rasi al suolo per facilitare la ricerca del minerale. Migliaia di animali (anche specie protette) sono stati uccisi perchè unica fonte di sostentamento umano, milioni di persone sono morte negli ultimi dieci anni a causa delle decine di guerre africane finanziate dai proventi della vendita del coltan. Alcune multinazionali e molti uomini d’affari hanno costruito un impero sul sangue dei congolesi.

[...] Ma scoprire quali sono realmente le società che comprano il coltan semi-illegalmente e prenderle con le mani nel sacco è impossibile, perchè ci sono decine di mediatori e di intermediari che danno vita ad un mercato nero senza precedenti. Una legislatura totalmente assente di certo aiuta la commercializzazione illegale del minerale, favorendo morte e distruzione.(Cit.)

Purtroppo anche questo è in parte testimoniato. Ma allora perchè citare solo Apple? E’ stato scritto che è impossibile determinare le società che acquistano coltan. Qui si capisce che l’autore di questo articolo aveva come scopo quello di diffamare la casa di Cupertino, facendola passare come ipotetica responsabile di azioni che non sono per altro verificabili!

L’autore poi sferra un altro attacco ad Apple scrivendo che nel 2006 la stessa azienda ha ricevuto da Greenpeace solo 2.7 punti su 10 riguardo all’eco-sostenibilità dei prodotti tecnologici. Ma l’articolo non riporta però che Steve Jobs ha promesso netti miglioramenti in questo campo. Ed infatti nel giugno del 2007 Apple sale di una posizione, per poi passare in 5° posizione a Gennaio 2010. Scrive Greenpeace:

APPLE (5,1/10): continua a migliorare, con i migliori punteggi per l’eliminazione di sostanze tossiche e per i criteri sulla gestione dei rifiuti elettronici.

Insomma: le mezze verità sono mezze bugie, e le bugie hanno le gambe corte.

Alla prossima!


Lascia un commento

footer